01 Ago

Stress Termico: le iniziative Inps e Inail

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Stress Termico: le iniziative INPS e INAIL

A causa del caldo record di questa estate i due enti previdenziali hanno comunicato in data 26 luglio delle linee guida per gestire correttamente i rischi collegati alle alte temperature nei luoghi di lavoro e la possibilità di chiedere il riconoscimento della Cassa Integrazione ordinaria onde prevenire patologie da stress termico.

I lavori a rischio

Negli ambienti severi (caldi e freddi) le condizioni climatiche possono compromettere, anche pesantemente, la salute dei lavoratori.

Soprattutto nel caso di mansioni faticose un ambiente molto caldo sottopone il sistema cardiovascolare a notevoli condizioni di sforzo, che possono causare il cosiddetto colpo di calore.

I lavori a rischio sono tutti quei settori in cui l’attività viene svolta all’aperto, come gli addetti del settore agricolo e dell’edilizia, o in luoghi al chiuso in cui non è possibile conseguire condizioni di comfort a causa di vincoli legati alle necessità produttive o alle condizioni ambientali.

In tutti questi casi l’impatto delle temperature estreme può causare patologie da stress termico.

Guida per la gestione del rischio caldo

La Guida INAIL fornisce una serie di raccomandazioni e misure organizzative per prevenire le patologie da calore: crampi, dermatite da sudore, squilibri idrominerali fino al colpo di calore, che può comportare aritmie cardiache e l’innalzamento della temperatura corporea oltre i 40 gradi.

Tra le misure di prevenzione sono previsti un piano di sorveglianza con una persona addetta, formazione, informazione su idratazione, abbigliamento adeguato, riorganizzazione dei turni, disponibilità di aree ombreggiate durante le pause.

CIGO: Come presentare la domanda

INPS e INAIL stabiliscono che le imprese possono chiedere il riconoscimento della cassa integrazione guadagni ordinaria nel caso in cui si superino i  35 gradi di temperatura percepita, con l’obiettivo di prevenire le patologie da stress termico.

Nella domanda di CIGO l’impresa è tenuta a indicare le giornate di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa e specificare il tipo di lavorazione in atto, mentre non è necessario produrre dichiarazioni riguardo l’entità della temperatura e bollettini meteo.

L’INPS riconosce la cassa integrazione ordinaria in tutti i casi in cui il responsabile della sicurezza dispone la sospensione delle lavorazioni in quanto ritiene sussistano rischi o pericoli per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi i casi in cui le sospensioni siano dovute a temperature eccessive.