Il bando “Verso la certificazione della parità di genere – Annualità 2025–2027” offre alle imprese lombarde un sostegno economico per affrontare il percorso di certificazione secondo la UNI/PdR 125:2022. Il contributo può coprire fino all’80% delle spese ammissibili, ma le condizioni cambiano in base alle attività che l’azienda intende realizzare.

La misura distingue infatti la consulenza preparatoria dal servizio di certificazione, prevedendo requisiti specifici per i fornitori, massimali differenti e precise regole sulla decorrenza delle spese.

Per un’impresa interessata al finanziamento, conoscere l’importo del voucher è quindi soltanto una parte della valutazione. Occorre anche comprendere quali attività possono essere finanziate, come organizzare il percorso e quando è possibile assumere impegni contrattuali senza compromettere l’ammissibilità delle spese.

Bando parità di genere Lombardia: chi può richiedere il contributo

Promossa da Regione Lombardia nell’ambito del PR FSE+ 2021–2027 e gestita da Unioncamere Lombardia, la misura si rivolge alle micro, piccole e medie imprese che intendono conseguire la certificazione della parità di genere.

Tra i requisiti previsti figurano la presenza di almeno un dipendente e di una sede operativa o unità produttiva in Lombardia. L’avviso stabilisce inoltre ulteriori condizioni relative alla situazione amministrativa dell’impresa, alla regolarità e al regime degli aiuti applicabile.

La verifica dei requisiti deve riguardare la situazione effettiva dell’azienda al momento della presentazione della domanda.

Per esempio, un’impresa con sede legale fuori dalla Lombardia potrebbe essere interessata alla misura in presenza di un’unità produttiva regionale. In questo caso, la valutazione deve tenere conto sia delle condizioni di accesso sia del personale impiegato nelle sedi lombarde, che rileva anche per la determinazione dei massimali.

Il riferimento per accertare l’ammissibilità resta il testo ufficiale dell’avviso, con particolare attenzione ai requisiti dei beneficiari e agli eventuali aggiornamenti successivi.

Quali attività finanzia il bando: la differenza tra Linea A e Linea B

Il contributo è articolato in due linee, che corrispondono ad attività differenti del percorso verso la UNI/PdR 125:2022.

La Linea A riguarda i servizi di consulenza specialistica necessari per accompagnare l’impresa nella preparazione alla certificazione. La Linea B sostiene invece le spese relative al servizio di certificazione, svolto da un organismo accreditato.

Le due linee possono essere richieste insieme, ma non sono completamente indipendenti. Chi intende utilizzare il contributo per la consulenza della Linea A deve richiedere anche quello per la certificazione della Linea B. È invece possibile presentare domanda per la sola certificazione.

Questa distinzione merita attenzione perché le imprese non partono necessariamente dalla stessa situazione organizzativa. Alcune hanno già definito politiche e procedure in materia di gestione del personale; altre devono ancora analizzare i propri processi e individuare gli interventi necessari per affrontare la verifica di certificazione.

Linea A: consulenza specialistica e preparazione organizzativa

La Linea A finanzia attività di accompagnamento espressamente individuate dal bando, tra cui l’analisi dell’organizzazione e dei processi interni, l’individuazione degli scostamenti rispetto ai requisiti della certificazione e il supporto alla predisposizione del piano strategico per la parità di genere.

Sono comprese anche attività finalizzate all’impostazione del monitoraggio, alla misurazione dei risultati e all’individuazione delle competenze e dei sistemi interni necessari per gestire la strategia aziendale.

Per comprendere il significato di queste attività, si può considerare il caso di un’impresa che disponga già di procedure per la selezione del personale, la formazione e lo sviluppo professionale. La presenza di tali procedure costituisce un punto di partenza, ma occorre verificare se le informazioni raccolte e le modalità di gestione siano coerenti con gli indicatori e i requisiti della UNI/PdR 125.

Un altro esempio riguarda i dati sul personale. Disporre di un gestionale HR non significa necessariamente avere già organizzato le informazioni nel modo richiesto per analizzare gli indicatori pertinenti alla certificazione. Potrebbero essere necessarie verifiche sulla disponibilità dei dati, sulle modalità di raccolta e sulle responsabilità di aggiornamento.

È in questo tipo di attività che si colloca la consulenza preparatoria: nell’analisi della situazione aziendale e nel supporto all’impostazione degli interventi necessari.

Il bando, tuttavia, non finanzia indistintamente qualsiasi servizio di consulenza HR. Le prestazioni devono corrispondere alle attività ammesse ed essere svolte secondo le condizioni previste dall’avviso.

Per la Linea A è inoltre necessario individuare un consulente presente nell’elenco dei fornitori selezionati dalla Regione Lombardia.

La scelta del professionista o della società incaricata deve quindi precedere la candidatura e tenere conto dell’effettiva ammissione alla misura. Il riferimento è la procedura regionale di selezione dei fornitori, insieme agli elenchi e ai provvedimenti successivamente pubblicati.

Linea B: il contributo per la certificazione UNI/PdR 125

La Linea B riguarda il servizio di certificazione della parità di genere, svolto da un organismo accreditato.

Durante la verifica di certificazione, l’organismo competente valuta la conformità del sistema aziendale ai requisiti applicabili della UNI/PdR 125:2022. Si tratta di un’attività distinta dalla consulenza preparatoria, sia per finalità sia per responsabilità.

La consulenza può aiutare l’impresa a impostare processi, strumenti e modalità di monitoraggio. La valutazione di conformità e l’eventuale rilascio della certificazione spettano invece all’organismo di certificazione.

Un’impresa che ritenga di avere già raggiunto un adeguato livello di preparazione può valutare la richiesta della sola Linea B. La scelta deve comunque essere compatibile con la situazione aziendale e con le condizioni previste dall’avviso.

Quanto finanzia il voucher per la parità di genere

Il bando prevede un contributo fino all’80% delle spese ammissibili, entro massimali che variano in funzione del numero di dipendenti delle sedi operative o unità produttive localizzate in Lombardia.

Dipendenti in LombardiaLinea A – ConsulenzaLinea B – Certificazione
Da 1 a 9€ 2.500€ 2.000
Da 10 a 49€ 4.000€ 4.000
Da 50 a 125€ 5.000€ 7.000
Oltre 125€ 7.000€ 9.000

Fonte: avviso pubblico “Verso la certificazione della parità di genere – Annualità 2025–2027”. Il conteggio dei dipendenti segue i criteri specifici stabiliti dal bando.

I massimali indicano l’importo massimo riconoscibile per ciascuna linea. Il contributo effettivo dipende dalle spese ammissibili e dal rispetto delle condizioni previste.

Si consideri, ad esempio, una spesa di consulenza ammissibile pari a 3.000 euro, IVA esclusa. L’80% corrisponde a 2.400 euro. Per un’impresa con 10–49 dipendenti nelle sedi lombarde, tale importo rientrerebbe nel massimale della Linea A, pari a 4.000 euro.

Per un’impresa con 1–9 dipendenti, invece, il limite massimo della stessa linea sarebbe di 2.500 euro. In entrambi i casi, il riconoscimento resta subordinato alle verifiche e alle condizioni dell’avviso.

L’IVA non rientra tra le spese ammissibili.

Questi elementi consentono di stimare il contributo teorico, ma non equivalgono alla sua concessione. Prima di definire il budget del progetto è opportuno distinguere la spesa complessiva, la quota potenzialmente finanziabile e l’importo che rimane a carico dell’impresa.

Quando possono iniziare consulenza, certificazione e relative spese?

La decorrenza delle attività rappresenta uno degli aspetti più delicati del bando, soprattutto per le imprese che hanno già avviato contatti con consulenti o organismi di certificazione.

Le regole cambiano a seconda delle linee richieste.

Nel caso di domanda per entrambe le linee A+B, attività, contratti e spese di consulenza e certificazione devono essere successivi alla determinazione di concessione del contributo.

Nel caso di domanda per la sola Linea B, attività, contratti e spese di certificazione possono decorrere dalla data di presentazione della domanda, nel rispetto delle ulteriori condizioni dell’avviso.

Per un’azienda che sta programmando il percorso, la differenza è concreta. Se intende richiedere anche la consulenza finanziata, deve coordinare l’affidamento dell’incarico e l’avvio delle prestazioni con la concessione del contributo.

Se invece richiede esclusivamente la Linea B, può trovarsi nella condizione di avviare il servizio di certificazione dopo la presentazione della domanda, assumendosi comunque il rischio di una successiva mancata concessione.

L’avviso stabilisce anche tempi diversi per completare le attività: 240 giorni solari dalla concessione per i progetti che comprendono entrambe le linee e 180 giorni per quelli relativi alla sola Linea B.

La pianificazione deve quindi tenere conto dei tempi necessari per svolgere le attività, predisporre la documentazione e affrontare la verifica di certificazione.

Rendicontazione e liquidazione: quando viene riconosciuto il contributo?

Il contributo è liquidato secondo le modalità previste dall’avviso, dopo la realizzazione delle attività e la verifica della documentazione richiesta.

Il riconoscimento è subordinato al conseguimento della certificazione entro i termini stabiliti e al rispetto delle condizioni di rendicontazione.

Per i progetti che comprendono Linea A e Linea B, la domanda di liquidazione deve essere presentata entro 270 giorni solari dalla concessione. Per i progetti relativi alla sola Linea B, il termine è di 210 giorni.

La liquidazione avviene in un’unica soluzione, a seguito delle verifiche previste.

Per l’impresa questo comporta un aspetto finanziario da considerare fin dall’inizio: il voucher non opera come uno sconto applicato automaticamente dal fornitore, ma come un contributo soggetto a concessione e successiva liquidazione.

La valutazione economica deve quindi comprendere anche i pagamenti da sostenere, la quota non finanziata e la capacità di rispettare i tempi del progetto.

Dalla richiesta del voucher al percorso di certificazione: cosa deve valutare l’impresa

Una volta chiarite le condizioni del finanziamento, l’azienda deve comprendere quale lavoro organizzativo sia necessario per affrontare la UNI/PdR 125.

La prassi riguarda un sistema di gestione per la parità di genere fondato su politiche, processi e indicatori. Il percorso richiede quindi di esaminare il modo in cui l’organizzazione gestisce aspetti pertinenti alla parità di genere e ne monitora i risultati.

In alcune imprese potrebbero essere già presenti procedure formalizzate, sistemi di raccolta dei dati e responsabilità definite. In altre, le informazioni potrebbero essere distribuite tra Direzione, amministrazione e risorse umane, senza una modalità di gestione sufficientemente strutturata per le esigenze della certificazione.

La preparazione deve partire da questa situazione concreta.

L’analisi può riguardare la disponibilità delle informazioni, la coerenza dei processi esistenti, l’attribuzione delle responsabilità e le modalità con cui vengono monitorati gli indicatori pertinenti.

Questi aspetti aiutano a comprendere anche il ruolo della consulenza specialistica: il supporto esterno può accompagnare l’organizzazione nell’analisi e nell’impostazione del percorso, mentre la gestione delle politiche e dei processi aziendali richiede il coinvolgimento delle funzioni interne.

Il contributo regionale sostiene specifiche prestazioni previste dal bando. La sua utilità va quindi valutata in relazione alle attività che l’impresa deve effettivamente realizzare per affrontare la certificazione.

Scadenze e aggiornamenti del bando Lombardia 2025–2027

L’avviso prevede la presentazione delle domande dal 28 aprile 2025 fino alle ore 12:00 del 30 giugno 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse.

La data di chiusura rappresenta il termine massimo previsto dalla misura e non garantisce che le risorse rimangano disponibili fino a quella scadenza.

Prima di presentare domanda è necessario verificare lo stato effettivo dello sportello, la disponibilità finanziaria e gli eventuali aggiornamenti pubblicati dal gestore.

La pagina ufficiale del bando di Unioncamere Lombardia raccoglie la documentazione della misura e i relativi riferimenti amministrativi.

È opportuno consultare anche gli elenchi aggiornati dei fornitori della Linea A e verificare che l’organismo incaricato della certificazione possieda i requisiti richiesti.

Prima di presentare domanda

Il bando può contribuire a sostenere economicamente il percorso verso la certificazione della parità di genere, ma richiede una valutazione preliminare accurata.

Per un’impresa interessata alla misura, le questioni da chiarire sono soprattutto tre: quali attività servono realmente per affrontare la certificazione, quali di queste rientrano tra le spese ammissibili e quando possono essere avviate.

A queste si aggiunge la verifica dei soggetti incaricati, particolarmente rilevante per la consulenza finanziata attraverso la Linea A.

Comprendere questi aspetti prima di formalizzare incarichi o sostenere spese permette di programmare il percorso sulla base delle condizioni effettive del bando, evitando di considerare il contributo come un finanziamento automaticamente disponibile.

Per conoscere i requisiti aggiornati, consulta l’avviso ufficiale e la documentazione pubblicata da Unioncamere Lombardia prima di presentare domanda o assumere impegni di spesa.






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